Toti: la situazione è grave, ma non in peggioramento

Il Governatore riconosce la pressione subita dalla sanità ligure ma rimane fermo sulla sua posizione: l’interpretazione dei dati attualmente non indica una possibile impennata del rischio a livello regionale. Tuttavia ci si dichiara pronti a mettere in pratica ulteriori contromisure che possano alleviare la criticità nel contesto genovese, che già prima dell’ultimo decreto veniva considerata una zona in stato d’emergenza.

In queste stesse ore la Guardia di Finanza si trova nei pressi degli Uffici della Regione per l’inchiesta della procura di Genova riguardo appunto i dati inviati al ministero, ma anche a tal riguardo il Governatore Toti si mostra sereno, rivelando che esclude eventuali problemi.

A causa di ulteriori slittamenti per ora la Regione Liguria è destinata ad attendere per capire se di fatto verranno imposte ulteriori restrizioni, un fato condiviso con altre regioni quali Abruzzo, Umbria e Campania che a loro volta potrebbero trovarsi costrette al lockdown.

La parola agli esperti

L’ordine dei Medici insiste che l’unica soluzione utile sarebbe un nuovo Lockdown a livello nazionale, ma si scontrano con diverse resistenze, specie dalle regioni e rispettivi governatori, preoccupati delle irreparabili implicazioni a livello economico che comporterebbe una seconda chiusura totale.

Toti in primis rimane a favore di altre prospettive, senza prendere in considerazione un nuovo stato di quarantena totale: il report della settimana dal 25 ottobre al primo novembre individuava per la regione Liguria un Rt pari 1.37, poco lontano dalla soglia di allarme.

La settimana successiva i casi sono raddoppiati, dai 380 del 2 novembre agli 824 del 4 novembre, mentre nella giornata conclusasi ieri pare che fossero 524, un numero inferiore tuttavia dovuto anche ad una diminuzione di tamponi eseguiti.

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