Siamo in compagnia di Alessia Quartarone, in qualità di organizzatrice del capitolo di Genova di Anonymous for the Voiceless. Un’organizzazione, una realtà, che di fatto proviene da lontano, per la precisione dall’Australia, avresti piacere a raccontarcene brevemente la storia?

[Ph: Riccardo Merlo]

Anonymous for the Voiceless è un’organizzazione specializzata in attivismo di strada per la difesa dei diritti degli animali. Fondata da Asal Alamdari e Paul Bashir a Melbourne, in Australia, nell’Aprile del 2016, è riuscita, in tempi davvero brevi, a diffondersi in maniera capillare, infatti ad oggi è attiva in circa 600 città in ben 63 paesi del mondo. Per quanto riguarda la realtà nazionale, vantiamo ben 45 capitoli sparsi in tutto il territorio, un simbolo di crescita costante, sebbene la situazione ci stia frenando non indifferentemente . Il capitolo di Genova invece è stato fondato nel Febbraio del 2019 ed è attivo sul territorio con la media di due eventi al mese, escludendo il periodo di chiusura dovuta alla pandemia da covid-19.

In cosa consistono le vostre manifestazioni?

[Ph: Riccardo Merlo]                              [Ph: Emiliano Zampella]

I nostri eventi, chiamati Cubi della Verità, mostrano le pratiche standard che applicano le industrie che sfruttano gli animali, con gli scopi più svariati, dalla carne e il pesce alle pellicce, dalle uova e il latte alla vivisezione. Cerchiamo di instaurare un dialogo, con i passanti che si fermano a guardare le immagini, che mira alla sensibilizzazione e all’informazione; infatti tramite un metodo socratico e non violento cerchiamo di far riflettere gli individui sulle conseguenze delle loro azioni e proponiamo il veganismo come la soluzione per la fine dello sfruttamento degli animali non umani.

Quanto è impegnativo proporre un’attività di questo genere in Italia e soprattutto in una regione come la Liguria?

L’Italia, e poi in particolare la Liguria, è molto attaccata alle proprie tradizioni, specialmente quelle culinarie, quindi spesso la scelta vegana è vista con diffidenza e pregiudizio. Il nostro obiettivo è far capire alle persone che un cambiamento in questi termini non è difficile, soprattutto se si ritiene di essere contro la violenza sugli animali, a qualsiasi specie essi appartengano. Il desiderio di smettere di dare il proprio contributo a questo ingiustificato massacro è il primo passo, il resto verrà da sé. Ormai nel 2020 le alternative vegane sono davvero alla portata di tutti, oltre al fatto che moltissimi piatti della nostra penisola e della nostra regione nascono già vegani.

Che genere di persone vi piacerebbe avvicinare? Fornite del materiale?

[Ph: Christine Baccino]

Il pubblico a cui miriamo è ovviamente costituito da persone non vegane disposte ad ascoltare la nostra testimonianza, una voce contro la più grande e più antica ingiustizia della storia. Purtroppo la maggior parte delle persone per esempio non sanno come certi “prodotti” arrivino nei loro piatti, non percepiscono il dolore e la sofferenza che nascondono gli spettacoli dei circhi con animali o ancora non hanno idea delle torture alle quali sono sottoposti per testare prodotti di cosmetica e vedere la realtà con i propri occhi provoca spesso reazioni di ribrezzo, rabbia ed empatia nei confronti delle vittime, degli animali. Aiutiamo quindi a riflettere sull’argomento e se l’interlocutore è interessato ad approfondirlo forniamo un biglietto nel quale trovare i titoli di documentari da vedere (come Dominion, Earthlings, Cowspiracy) oppure il sito della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana che permette anche ditrovare un professionista della nutrizione o ancora un supporto che aiuti nella transizione verso il veganismo, come il Vegan Discovery Tour.

Siete alla ricerca di nuovi attivisti: quali qualità ricercate in particolare?

[Ph: Christine Baccino]

L’unione fa la forza e gli attivisti e le attiviste non sono di certo mai abbastanza per la lotta alla difesa degli animali. Non bisogna avere particolari doti comunicative, l’organizzazione fornisce un’adeguata formazione per riuscire a gestire anche le obiezioni più spinose o delicate, ma per chi non se la sentisse di interagire con i passanti, è possibile anche solo indossare la nostra maschera e sostenere gli schermi che permettono la visione delle immagini che mostriamo. I requisiti davvero indispensabili sono pochi e semplici: essere vegani e avere il desiderio di contribuire alla fine dello sfruttamento degli animali.

Avete eventi in programma?

 

[Ph: Beppe Vacca]

Assolutamente! Il prossimo Cubo della Verità si svolgerà sabato 12 dicembre in via XX Settembre alle ore 16.00. Vi lascio il link Facebook relativo all’evento. Invito tutti coloro che sono curiosi di saperne di più a venire a trovarci. E coloro che invece vorranno partecipare attivamente a richiedere l’iscrizione al gruppo Facebook del capitolo di Genova.

Speriamo che questa reintroduzione della Liguria nella fascia gialla possa perdurare, dandovi la possibilità di continuare i vostri Cubi. Ti ringraziamo per il tempo che ci hai dedicato e la tua cortesia, continueremo a seguire i vostri progetti e ad invitare i nostri lettori a fare altrettanto.

Grazia a te Tiziana Nanni e a Genova What’s On per aver concesso questo spazio a me, ad Anonymous for the Voiceless e alla causa che lotta per un mondo in cui gli animali siano considerati individui senzienti che meritano dignità e rispetto e non oggetti di cui servirci.

 

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