Uniti contro ingiustizie e verità celate

Siamo in compagnia di Fabio Dolia, qui in veste di portavoce di una delle più grandi manifestazioni a favore degli animali organizzata recentemente, la quale avrà luogo a Genova nella giornata di Sabato 3 Ottobre e che in origine era suddivisa in due appuntamenti, il primo di protesta nei confronti dell’Acquario e il secondo per portare chiarezza sulla situazione Cinghiali. Prima di entrare nei dettagli, vorremmo chiederti come sia nata l’intera iniziativa.

In realtà vi era tutt’altra idea al principio, di fatto si stava organizzando una manifestazione nel contesto milanese, incentrata tuttavia sulla questione dei Diritti degli Animali e la stretta correlazione con il Codice Civile.

Tuttavia successivamente è nata una nuova necessità, o meglio, si è accentuata con nuovo vigore l’emergenza riguardo i cinghiali, affrontata con rinnovati toni allarmistici. A riguardo voglio subito fare una premessa, i dati parlano chiaro: non si è riscontrato alcun aumento, anzi, il numero di cinghiali presenti sul territorio è rimasto stabile rispetto agli scorsi anni. Paradossalmente infatti in alcune aree dell’entroterra si è venuta a creare una loro totale assenza. Questo rimane forse l’unico aspetto veritiero dell’intera questione: si trovano in città, sempre più vicini a noi, ma non perché in aumento, semplicemente perché si sono spostati.

Chiaramente la situazione rimane grave, ma dovuta anche (e soprattutto) alla disorganizzazione della città: la soluzione non risiede nella violenza e nella caccia, ma in concrete forme di prevenzione e protezione, sia nei nostri riguardi che per queste creature. Zone boschive, lo stesso Bisagno.. Ancora oggi rimane inadeguato, con numerosi passaggi completamente aperti.

Sicuramente la situazione viene trattata con toni accesi da diverso tempo, tuttavia c’è  stato un episodio in particolare che ha attirato la vostra attenzione?

Un intervento che ci ha decisamente scossi è stato quello del Dottor Andrea Marsan (esperto Biologo e Zoologo) sul Secolo, nel quale ha indicato l’abbattimento di tutti gli esemplari del territorio come unica soluzione valida.

Un’affermazione che ci ha letteralmente raggelati, ancora di più da parte di una delle fonti più autorevoli riguardo le recinzioni ed il loro effettivo successo, come nei territori delle Cinque Terre, Cichero e Finale.

Approfondiamo questo argomento, quali sono le alternative su cui vorreste focalizzare l’attenzione?

Tra le proposte più conosciute figura sicuramente la sterilizzazione, in quanto si è dimostrata efficace per ridurre il randagismo di animali come cani e gatti; tuttavia applicata ai cinghiali presenterebbe alcune incognite.

Gli studi della Dottoressa Giovanna Massei in Inghilterra hanno condotto ad un farmaco antifecondativo adatto ed anche a delle mangiatoie studiate su misura per i cinghiali: questa strategia chiaramente è adatta però solo se applicata a dei gruppi chiusi e legati a specifiche aree, come potrebbero essere quelli di Sturla e del Bisagno. Non ci sarebbero certezze se applicate però ad esemplari sparsi.

Un’altra iniziativa che ha riscontrato successo ha avuto luogo in Sardegna: sono stati installati dei dispositivi di segnalazione acustica che hanno letteralmente azzerato gli incidenti autostradali; un progetto che si sta espandendo tra varie regioni e che porta il nome di Life Strade.

Tutte soluzioni decisamente opposte alla caccia, da molti acclamata come unica opzione valida.

Le rassegne stampa la dicono lunga anche su questo aspetto, la stagione di caccia dura da Settembre fino a Gennaio e la lista dei feriti parte sin dal primo giorno, trovando vittime anche tra i civili, non solo tra i cacciatori.

Volendo sorvolare su questo dettaglio, rimane comunque un metodo totalmente inefficace, la stessa biologia ce lo dimostra: nel momento in cui viene a mancare la femmina Matriarca, le altre si attivano e spesso si disperdono, dando quindi vita a nuove comunità ed ovviamente a numerose cucciolate. Se anche questa argomentazione non fosse convincente, vorrei invitare le persone a riflettere: credete veramente che i cacciatori siano interessati a far diminuire il numero di cinghiali? Le informazioni sono a portata di tutti, il tornaconto economico dalla vendita di carne di cinghiale da parte dei cacciatori è decisamente proficuo e il disinteresse delle persone nei confronti delle alternative non offensive fa intendere che sia un mercato che fa gola a diversi…

Ad ogni modo, anche prima di questa manifestazione ci eravamo già mossi, avevamo messo assieme una raccolta che comprendeva più di 3000 firme per chiedere come prima cosa che la caccia venisse sospesa almeno nei giorni festivi, ma naturalmente è stata ignorata.

Una serie di scenari e dettagli decisamente sinistri. Torniamo alla manifestazione, sappiamo di fatto che il primo appuntamento è sfortunatamente rimandato, vuoi dirci di più?

Esatto, nella mattinata di Sabato 3 Ottobre avrebbe dovuto aver luogo un presidio in difesa di coloro che vivono reclusi nell’Acquario di Genova, collegata anche alla recente morte di due cuccioli di delfino. Tuttavia non si terrà a causa di una restrizione regionale che vieta qualsiasi tipo di assembramento nei pressi delle zone centrali della città..Con un’eccezione, a quanto pare, per le code chilometriche…

Per quanto riguarda noi di Animalisti Genovesi, non sarebbe comunque stato il primo corteo inerente alla questione, da tempo protestiamo contro questa realtà e la sua reputazione di “massima attrazione” della Superba. Durante queste nostre manifestazioni ci siamo spesso rivolti ai turisti in coda per accedere alla struttura, indagando riguardo la loro conoscenza del nostro territorio e dei suoi musei: trovo veramente triste che Genova sia considerata come potenziale meta solo in correlazione all’Acquario.

Ad ogni modo anche in tal caso avremmo delle proposte, che non identificano come unica soluzione la chiusura: seguendo l’esempio di strutture simili in giro per il mondo infatti potrebbero riconvertirsi in un Acquario virtuale, offrendo di conseguenza contenuti didattici che mostrerebbero la reale vita di queste creature acquatiche, che chiaramente rimane inespressa e perduta in un contesto di cattività.

Rimane tuttavia confermata la manifestazione nei pressi di Piazza Martinez, cosa prevede il programma di questo intervento?

L’obiettivo principale è uno solo: avere un dialogo diretto con le persone e fare luce su una situazione da sempre trattata con un’esasperante pressa pochezza. Ci tengo ad ogni modo a sottolineare che la riuscita e la grande partecipazione da parte di organizzazioni non legate alla realtà ligure, dipende soprattutto da coloro che hanno pensato l’evento in tutta la sua totalità, la Task Force Animalista.

Persino la scelta della data non è frutto del caso: di fatto il giorno seguente, il 4 Ottobre, determinerà l’effettivo inizio della nuova stagione di caccia al cinghiale. Sperando anche in una collaborazione da parte del tempo, ci auguriamo di entrare in contatto con quante più persone possibile.

Chiaramente l’evento merita tutta la partecipazione possibile, hai piacere ad aggiungere altro in conclusione?

Vorrei sfatare un ultimo mito che mi è tornato in mente solo ora: vorrei rivolgermi a tutti coloro che per paura o ingenuità, quando avvistano un cinghiale si rivolgono ad enti specifici, credendo che questi li prelevino e li reinseriscano in contesti boschivi.

E’ tutta una menzogna, un finale felice che non gode di alcun tipo di riscontro con la dura realtà, né approvazione da parte delle linee guida dell’Ispra, la quale dichiara assolutamente vietato liberare queste creature.

Pertanto gli esiti possibili sono solamente due: l’animale viene abbattuto praticamente subito (generalmente in zone disabitate), oppure viene portato in una ZAC (Zone Addestramento per Cani da Caccia), dove la sfortunata creatura verrà impiegata per addestrare i cani per qualche mese, prima di essere a sua volta abbattuta.

Io ed altri volontari siamo andati personalmente ad indagare su queste realtà e non si parla di piccoli cortili, ma di chilometri e chilometri di terreno contornato da recinzioni, filo spinato, cavi elettrici e via dicendo. Le domande sorgono spontanee, con quali soldi sono acquistati e gestiti questi ettari? E con quale animo si negano gli stessi fondi per erigere quelle recinzioni che chiediamo da tempo per salvaguardare l’incolumità di tutti?

Credo di non aver altro da aggiungere, sono tutti aspetti che verranno trattati questo Sabato, per cui rinnovo a mia volta l’invito a partecipare.

Ti ringraziamo per il tuo tempo e per le preziose informazioni condivise, condividendo a nostra volta la speranza di raggiungere quanti più possibili e di ispirare un desiderio generale di autentica trasparenza.

Comunicato Stampa dell’Evento

 

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