Una questione di possibilità

Anche per questo mercoledì di metà marzo, ci ritroviamo nuovamente nei pressi del canile di Montecontessa per presentarvi (o ripresentarvi) alcuni nostri amici: oggi abbiamo ben quattro splendidi ospiti tutti per voi e in seguito vi racconteremo di cosa abbiamo parlato ieri sera in occasione del webinar con Claudio Lugaro.

La prima meraviglia di oggi si chiama Nappi, un piccolo meticcio tricolore, nato 2012. La stazza non deve trarre in inganno, Nappi è sicuramente un cane di grande dolcezza e simpatia, ma ha anche un carattere molto deciso. Ha i suoi tempi, sia per abituarsi e prender confidenza con le persone, ma a maggior ragione anche con il contesto che lo circonda, a maggior ragione se domestico. Nappi si trova a proprio agio sia con gli altri cani che con i gatti, ma non è portato per la convivenza con i bambini; tollera poco anche la macchina, anzi la patisce proprio, per cui sono caldamente sconsigliati e scoraggiati viaggi troppo lunghi o frequenti. A volte Nappi tende ad essere una testa calda, mostrandosi possessivo col cibo e il territorio, per questa ragione si cerca per lui una casa con giardino ed una famiglia decisamente non alla prima esperienza, disponibile per intraprendere un percorso con un educatore.

Il secondo ospite invece è Black, uno splendido Cocker di dieci anni, giunto da pochissimo in canile. Di Black si capisce subito la pesantezza del passato che si porta sulle spalle, è un cane che merita comprensione, pazienza e ,ancor di più, delicatezza. Cerca sempre attenzioni, lanciando sguardi eloquenti con i suoi occhioni bellissimi e scodinzolando a più non posso, ogni scusa è buona per cercare di uscire dal box ed essere affettuoso. Tuttavia questi suoi slanci son molto precari, in realtà Black è abbastanza insicuro, un gesto sbagliato può spaventarlo e portarlo a chiudersi e a difendersi nell’unico modo che conosce. Il canile, nonostante la massima cura dei volontari, non è il luogo ideale per riacquisire serenità e sicurezza, per questo per Black si cerca una famiglia disposta ad intraprendere un percorso di conoscenza e che sappia rispettarne i tempi.

Il terzo cane di oggi è Tizzy, vi avevamo già parlato di lui: è un Jack Russel di soli tre anni, un concentrato di energia in miniatura. Come vi diciamo sempre, la stazza non conta e Tizzy lo sa bene, non si fa mancare nulla e si fa capire in fretta. Tizzy è esuberante, forte e vivace; ha bisogno di un vita decisamente attiva, come richiede la sua razza, in modo da poter scaricare in maniera appropriata tutte le sue energie. Per lui si cerca una famiglia chiaramente non alla prima esperienza, con un accesso ad uno spazio esterno, dove possa essere completamente libero di correre, giocare ed esplorare per tutto il tempo!

Infine, vi ripresentiamo nuovamente anche Justin, un strepitoso Bulldog francese, nato nel 2016. Justin proviene da una famiglia numerosa, dove conviveva con tanti suoi simili e tanti gatti: un contesto che tuttavia gli è stato negato, Justin si è ritrovato a dover mostrare il proprio carattere e purtroppo non è stato compreso. In seguito la situazione non è decisamente migliorata e da lì vi è stato il suo ingresso ufficiale in canile: qui con i volontari ha iniziato un percorso importante, grazie al loro incredibile sostegno sta imparando ad instaurare dei rapporti concreti, a fidarsi, a lasciarsi andare. Una sorta di rinascita, ora Justin si mostra affettuoso, lascia trasparire quanto apprezzi le coccole, la compagnia e le lunghe passeggiate. Anche per lui, si cerca una famiglia con esperienza, disposta ad intraprendere un percorso conoscitivo, in modo che si possano rispettare i giusti tempi.

La mente sociale del cane

Ieri sera si è tenuto il webinar con Claudio Lugaro, con lo scopo di approfondire la mentalità sociale da cui ha origine lo stesso comportamento del cane e il significato di tutte le sue azioni. Si è trattato delle varie motivazioni (affiliativa, sociale, possessiva, predatoria, etc.) che sussistono alla base della psiche di queste creature, convenendo sul fatto che tutti i cani le possiedano, semplicemente alcune possono risultare più marcate di altre e questo chiaramente ha un’influenza in generale sul carattere. Si è analizzata la questione attraverso un paragone tra cani “selvatici” e cani pet: spesso i secondi hanno dei comportamenti meno corretti, mentre i primi si dimostrano più capaci nella gestione delle risorse e nella condivisione.

Da questa base in seguito si è arrivati anche ad analizzare il contesto in cui introduciamo il nostro cane, il luogo in cui dovrebbe aver modo di apprendere, come per esempio nel corso delle passeggiate: Lugaro sostiene che abbia scarsa “efficacia”, dal momento che in quegli istanti i cani non possono gestirsi il tempo e lo spazio come vorrebbero, ritrovandosi costretti a dover passare in ambienti costantemente diversi, viene proprio a mancare la possibilità di scegliere come andare in perlustrazione e dove, per cui cosa potrebbe essere ideale? Andare in mezzo alla natura, non un semplice giardino o parco, che vengono a loro volta considerati delle aree circoscritte, in quanto ne percepiscono i confini che ne limitano la libertà. In conclusione si evince che un cane necessita di buone interazioni, con i propri simili e le persone, ma soprattutto con l’ambiente, al fine di poter apprendere come muoversi nelle varie situazioni e al contempo veder soddisfatte tutte quelle naturali esigenze che derivano dalla sua stessa natura.

Come sempre vi ringraziamo per l’attenzione e vi invitiamo a condividere l’articolo: vi lasciamo tutti i contatti importanti, in modo da poter rimanere aggiornati e magari prendere parte ad uno dei prossimi webinar, alla prossima!

-> 010 897 9374

-> https://unaonlusgenova.org/

Rispondi