Agenti uccisi, bimbo porta un fiore in Questura: la lettere del papà

0
87

Un bimbo di tre anni si è recato in Questura a Roma insieme al papà per portare un fiore in ricordo degli agenti uccisi a Trieste la scorsa settimana, il 4 ottobre. Il padre del piccolo ha voluto anche lasciare una lettera commovente alla Polizia di Stato: “Grazie di esserci ogni giorno e di proteggerci” ha scritto. Il piccolo si è avvicinato agli agenti in servizio con in mano un fiore dai petali rossi avvolto in una carta colorata. Porgendo a un poliziotto l’omaggio ha detto “che avrebbe aiutato a guarire due amici di papà con la bua”. Una scena commovente, di fronte alla quale i due agenti hanno deciso di ‘battere il cinque’ a un bimbo dal cuore d’oro. Poi il padre ha lasciato una lettera di ringraziamento alla Polizia per l’operato che viene svolto ogni giorno, talvolta mettendo a rischio la propria vita.

Fiore e lettera in Questura

Il piccolo di tre anni si è avvicinato ai due poliziotti davanti alla Questura di Roma per porgere un fiore in ricordo dei due agenti uccisi nella sparatoria a Trieste. Poi, suo padre, ha lasciato una lettera commovente per ringraziare dell’operato che svolgono ogni giorno.

La lettera

“Buonasera – inizia così la lettera del papà -. Anche se la foto non rende bene, vorrei condividere con voi l’emozione di questo pomeriggio, quando ho portato mio figlio a consegnarvi un fiore in ricordo di Pierluigi e Matteo. A mio figlio sto cercando di insegnare il rispetto nei confronti di chi indossa una uniforme, qualunque essa sia, perché è un qualcuno che lavora per noi, per farci stare bene”.

“Ed è normale per me che ogni volta che vedo una donna o un uomo in uniforme sono amiche e amici, persone su cui contare nel momento del bisogno. Come lo erano Pierluigi e Matteo, e come siete tutti voi, giorno dopo giorno, nonostante chi vi disprezza, vi insulta, vi offende. Noi vi vogliamo bene, il piccoletto vi vuole bene, la gente onesta e per bene vi vuole bene. Sempre, ogni giorno, tutto l’anno (da anni ho l’abitudine di chiamare chi come voi lavora nei giorni di festa, a Capodanno o Ferragosto per ringraziare del servizio svolto), ma oggi un po’ di più, perché oggi siamo tutti Pierluigi e Matteo. Un abbraccio forte a tutti voi. Un cittadino”.

Rispondi